venerdì 22 maggio 2020

20/01/2004 - Il Sassuolo ha il nuovo diesse: l'ex Faenza Oscar Tacchi

Settimana importante per il Sassuolo. Infatti, è stato ufficializzato nella serata odierna, in seguito ad un vertice interno alla società neroverde, l'ingaggio del nuovo direttore sportivo. Si tratta di Oscar Tacchi, ex diesse del Faenza ed ex attaccante di Genoa e Campobasso, che dovrà poi cominciare a lavorare per rinforzare (per quanto il budget societario potrà concedere) la squadra. Sul fronte mercato l'obiettivo primario è quello di una seconda punta veloce, che possa affiancare Federici, ma è chiaro che l'infortunio di Lo Pinto (fermatisi sabato a Sesto) e i problemi in difesa (Ardenghi out per lungo tempo e Bernardini ancora in precarie condizioni fisiche) non possono passare inosservati. Tacchi, quindi, si trova di fronte a una missione difficile, quella di cedere alcuni elementi che in questo momento non sono nei programmi della società e di Bergodi e quello di prendere sul mercato uno o più atleti (l'ideale sarebbe uno per reparto) che possano portare aria fresca nello spogliatoio neroverde. 
«Nessuna rivoluzione, ma di incedibile non c'è nessuno». E' stato chiaro Tacchi, che da ieri è alla corte di Rossi chiamato a riorganizzare una squadra che fin qui non ha dato i frutti sperati. «Ho visto la squadra contro la Biellese e la Pro Sesto - dice - una squadra che ha subito un'immeritata sconfitta e che ha mostrato buone qualità. Manca una seconda punta che possa stare di fianco agli attaccanti che ci sono, un elemento rapido e veloce. Ho già qualche contatto e non escludo che in settimana possa arrivare. Ma per ragioni di transfert non sarà certo disponibile per la gara di domenica. E sarà un giocatore di categoria superiore, almeno di C1. Poi con calma valuterò anche gli altri reparti, parlerò coi ragazzi, col tecnico e con la società. E' chiaro che in tema di mercato può anche darsi che ci siano giocatori che non rientrano nei nostri programmi, viceversa potrebbero essercene già qui a Sassuolo che possano fare al caso nostro». Cosa ha spinto Tacchi ad accettare una piazza delicata com'è attualmente Sassuolo? «Ho accettato questo incarico perché la società mi ha prospettato con entusiasmo progetti e programmi di lunga portata. Non solo perché l'ambizione è quella di restituire la prima squadra a posizioni ben più nobili, ma anche perché ho lo stimolo di poter lavorare al settore giovanile che reputo fondamentale. La salvezza? Diretta? Nel calcio mai dire mai. Facciamo un passo alla volta. Io ci credo davvero».

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